Bonifica dell’amianto e fotovoltaico: la guida per chi ha un capannone

Che cosa dice la legge, come si svolge la rimozione dell’eternit e perché abbinarla a un impianto fotovoltaico cambia i conti.

Vecchia copertura di un capannone da bonificare

Perché se ne parla ancora

L’amianto è vietato in Italia dal 1992, con la legge 257. Il divieto riguarda produzione e commercio: i materiali già installati sono rimasti dove erano. Per questo moltissimi capannoni costruiti fino agli anni Ottanta hanno ancora coperture in lastre ondulate di cemento-amianto, il cosiddetto eternit.

Finché le lastre sono integre il rischio è contenuto. Con il tempo, però, gli agenti atmosferici le deteriorano e possono rilasciare fibre. Chi è proprietario ha la responsabilità di tenerle sotto controllo.

Che cosa deve fare il proprietario

  • Valutare lo stato di conservazione della copertura, secondo i criteri del decreto ministeriale del 6 settembre 1994.
  • Tenerla sotto controllo con verifiche periodiche, se non è ancora necessario intervenire.
  • Bonificare quando il materiale è degradato.
  • Rispettare le regole regionali: in molte regioni è previsto il censimento o la comunicazione dei manufatti in amianto.

I tre metodi di bonifica

MetodoIn che cosa consisteCompatibile con il fotovoltaico
RimozioneLe lastre vengono smontate e smaltite; si posa una nuova copertura.Sì: è la soluzione che adottiamo
IncapsulamentoLe lastre vengono trattate con prodotti che ne fissano le fibre. Richiede controlli nel tempo.No
SovracoperturaSopra le lastre si posa un nuovo manto, lasciando l’amianto sotto.No: l’amianto resta e il carico aumenta

Per installare un impianto destinato a restare 25 o 30 anni l’unica strada sensata è la rimozione: fissare strutture e moduli su lastre in cemento-amianto vorrebbe dire forarle e caricarle.

Le fasi della rimozione

  1. Sopralluogo e verifica della copertura e della struttura portante.
  2. Piano di lavoro, redatto dall’impresa e presentato all’azienda sanitaria competente almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.
  3. Allestimento del cantiere in sicurezza: ponteggi, linee vita, delimitazione delle aree.
  4. Trattamento e smontaggio delle lastre, che vengono fissate con un prodotto incapsulante, rimosse senza romperle e imballate.
  5. Trasporto e smaltimento in impianto autorizzato, con formulario di identificazione dei rifiuti.
  6. Posa della nuova copertura e, a seguire, dell’impianto fotovoltaico.

I lavori possono essere eseguiti solo da imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria dedicata alla bonifica dei beni contenenti amianto.

Come il fotovoltaico paga il nuovo tetto

Rifare la copertura di un capannone è un investimento che non produce reddito: per questo viene rimandato. Abbinato al fotovoltaico, il conto cambia.

Con il diritto di superficie il proprietario concede il tetto per 25 o 30 anni e riceve un compenso. Se la copertura va bonificata, l’operatore anticipa i costi di rimozione, smaltimento e nuovo manto e li deduce da quel compenso. Il proprietario non anticipa nulla e si ritrova con un tetto nuovo e senza amianto.

Quanto resta, dopo la deduzione, dipende soprattutto dalle dimensioni: più il tetto è grande, più il valore dell’impianto supera il costo dei lavori. Ne parliamo in quanto si guadagna affittando il tetto del capannone.

Prima e dopo: copertura in fibrocemento e nuovo tetto con impianto fotovoltaico
Prima e dopo: dalla vecchia copertura in fibrocemento al tetto nuovo con l’impianto.

Da dove cominciare

Dal sapere che cosa hai sul tetto e quanto è grande. Il servizio che offriamo è descritto in bonifica amianto e nuova copertura; i requisiti in per chi è; il percorso in come funziona. Le clausole da guardare in un contratto sono in affitto coperture per fotovoltaico.

Questa guida riassume i principi generali della normativa e non sostituisce il parere di un tecnico abilitato sul singolo immobile.

Domande frequenti

Sono obbligato a rimuovere l’amianto dal tetto?

La legge non impone la rimozione in ogni caso: impone al proprietario di valutare lo stato di conservazione dei materiali e di intervenire quando sono degradati. Se le lastre sono danneggiate o friabili, la bonifica diventa necessaria.

Che differenza c’è tra rimozione, incapsulamento e sovracopertura?

Sono i tre metodi di bonifica previsti dalla normativa. La rimozione elimina il materiale; l’incapsulamento lo tratta con prodotti che ne fissano le fibre; la sovracopertura lo confina sotto un nuovo manto. Solo la rimozione risolve il problema in modo definitivo, ed è quella compatibile con un impianto fotovoltaico.

Quanto durano i lavori?

Dipende dalla superficie e dall’organizzazione del cantiere. Ai giorni di lavoro vanno aggiunti i tempi del piano di lavoro, che deve essere presentato all’azienda sanitaria almeno 30 giorni prima dell’inizio.

Che documenti mi restano alla fine?

La documentazione che attesta rimozione e smaltimento a norma, compresi i formulari di identificazione dei rifiuti. Vanno conservati: provano che l’immobile è stato bonificato.

Fai valutare il tuo tetto

Studio preliminare gratuito e senza impegno. Ti richiamiamo noi.

Il tetto
C’è amianto (eternit) nella copertura?
I tuoi contatti

Dopo l’invio ti telefoniamo per qualche chiarimento. Nessun costo, nessun impegno. Preferisci parlare subito? Numero verde 800 955 358.

Hai un tetto da almeno 5.000 mq?

Dicci dove si trova e quanto è grande: lo studio preliminare è gratuito e non ti impegna a nulla.